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Rimedi antichi, benefici senza tempo

Rimedi antichi, benefici senza tempo

Immagine 1Combattere la stitichezza con le prugne secche non è solo una pillola di saggezza dei nostri nonni.

A cantare le lodi di questo rimedio piuttosto datato si aggiunge oggi un gruppo di ricercatori dello Iowa Carver College, che oltre a confermare le proprietà lassative delle prugne secche, ne sottolineano la superiorità rispetto ad altri rimedi naturali. Le conclusioni dei ricercatori statunitensi si basano sui risultati di uno studio che ha sottoposto un gruppo di volontari a due diversi regimi alimentari: uno prevedeva il consumo di 50 grammi di prugne secche al giorno, mentre l’altro l’assunzione giornaliera di 11 grammi di psillio, una fibra naturale nota per le sue proprietà anti-stipsi. Dopo 3 settimane di “trattamento” i ricercatori hanno osservato che i movimenti intestinali dei partecipanti allo studio erano decisamente aumentati, ma in modo più marcato nel gruppo che aveva consumato le prugne secche rispetto a chi aveva assunto lo psillio.

Le virtù lassative delle prugne secche - e delle prugne in generale - sono da ricondurre al sorbitolo, una sostanza di cui questo frutto è ricco e che ha la capacità di richiamare acqua dall’intestino promuovendo la formazione di feci morbide e favorendo l’evacuazione. In particolare il sorbitolo è più abbondante nel frutto secco - 15 grammi per 100 grammi di frutto contro i circa 190 mg per 100 grammi di prugna fresca- e questo spiega perché per contrastare la stipsi sia più vantaggioso consumare la prugna disidratata.
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