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Il benessere viene dal cavolo nero

Il benessere viene dal cavolo nero

Reperibile da novembre fino ad aprile soprattutto nelle regioni centrali e meridionali della nostra penisola, il cavolo nero rappresenta una di quelle verdure che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole in questa stagione dell’anno.

Questo grazie alla presenza di numerose sostanze benefiche fondamentali per la salute del nostro organismo, soprattutto dell’intestino. Ricco di fibre, vitamina C, acido folico, minerali - tra cui potassio - e sostanze antiossidanti, il cavolo nero era ben conosciuto in passato per le sue virtù nutritive. In particolare l’elevato contenuto in fibre ne fa un ottimo alleato per combattere efficacemente la stitichezza e aiutare a prevenirla migliorando il transito intestinale. Povero di grassi, poco calorico e contenente molta acqua, il cavolo nero è un alimento utile anche nel caso si desideri perdere peso. Inoltre sono note le sue proprietà antiossidanti, disintossicanti e antinfiammatorie. Senza trascurare poi che il cavolo nero è perfetto per preparare ricette piene di gusto.
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Il famoso detto “una mela al giorno leva il medico di torno” è sempre valido, ma andrebbe modificato aggiungendo che i vantaggi per la salute di mangiare una mela sono ancora più marcati se si consuma con la buccia.
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Ai vegetariani talvolta capita di accusare fastidiosi gonfiori addominali, soprattutto se hanno appena adottato questo regime alimentare. In genere ciò è dovuto all’aumento della quantità di fibre nella dieta e si manifesta soprattutto se prima se ne assumevano poche.
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Non dev'essere facile, nel paese per antonomasia della pasta e della pizza, essere intolleranti al glutine che si trova nel grano e nei suoi derivati, quindi in molti piatti tipici italiani. Ma è proprio quanto accade ai celiaci...
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Stitici e intossicati?

Che la stitichezza - soprattutto quella ostinata - causi la produzione di tossine a loro volta responsabili di malesseri non solo intestinali è un convinzione diffusa che in realtà non ha fondamenti scientifici.
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Cambio di dieta: sì, ma con lentezza

Il passaggio drastico da un’alimentazione tipicamente occidentale, per lo più a base di cibi raffinati e di origine animale, a una dieta vegetariana implica un cambiamento drastico nel consumo giornaliero di fibra: dai 15-20 grammi assunti abitualmente si arriva facilmente a 70 grammi, per lo più derivati da legumi, cereali integrali, frutta e verdura.
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Un sintomo che non va mai trascurato

Il gonfiore addominale è uno dei sintomi più frequenti e fastidiosi riportati da chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) oppure di stitichezza.
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La salute è integrale

In caso di stitichezza ben venga il consumo di cereali come riso, grano, avena o orzo, purché integrali. A dimostrarlo è uno studio recentemente pubblicato sull’autorevole rivista American Journal of Clinical Nutrition, che ha valutato gli effetti di una dieta a base di cereali integrali o raffinati sulla salute intestinale di 81 adulti sani.
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Ridurre il gonfiore controllando l’infiammazione

È risaputo che l’infiammazione da cibo dovuta a un’intolleranza alimentare è spesso responsabile della sensazione di gonfiore e di pesantezza a livello dell’addome.
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Sì alle fibre anche nel weekend

Tutta la settimana a dieta e poi dal venerdì alla domenica si scordano frutta e verdura e si da via libera al cosiddetto junk food. Oltre all’inevitabile e dannoso effetto yo-yo sul peso, i weekend senza regole alimentari danneggiano l’intestino e i preziosi batteri che lo popolano, fra i primi responsabili del nostro benessere.
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Con tutte quelle bollicine

Liscia o frizzante, ognuno ha i propri gusti per quanto riguarda l’acqua da bere. C’è chi esalta le virtù gastrointestinali dell’acqua gassata o, al contrario, chi la ritiene non proprio benefica per stomaco e intestino. In ogni caso se ne parla sempre in maniera aneddotica, in base a esperienze personali.
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Le prugne secche salgono sul podio

Oltre che efficaci sono gradevoli al palato, ben tollerate, facili da trovare e fonte di importanti nutrienti come rame, vitamina K e potassio: sono queste le caratteristiche che rendono le prugne secche l’alimento ideale nella lotta alla stitichezza.
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Via libera al frutto di bacco

Eccoci in autunno, i mesi dell’uva per eccellenza. Il dolce frutto dell’autunno è una tentazione alla quale non vale la pena resistere, anche per chi soffre di gonfiore addominale. Non solo perché ogni grappolo è un toccasana per la salute, ma anche perché l’uva è uno tra i pochi frutti di stagione a non essere sulla lista nera di chi soffre di questo disturbo.
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Meno mangi meno invecchi

Mangiare meno può aiutare a rimanere giovani. Ridurre le calorie introdotte ogni giorno potrebbe infatti ritardare il processo di invecchiamento delle cellule perché rallenterebbe l’attività dei ribosomi, organelli cellulari responsabili della produzione di proteine.
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Benefici di stagione

I fichi, frutti presenti in tutto il bacino del Mediterraneo dall’estate all’autunno a seconda delle varietà, sono storicamente raccomandati per le loro proprietà benefiche in molti disturbi intestinali, compresa la stitichezza.
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Cosa fare se la futura mamma soffre di gonfiore

Molte donne durante la gravidanza soffrono di pancia gonfia, principalmente per la presenza del progesterone, un ormone che, rallentando il processo digestivo, causa un eccesso di gas a livello addominale determinando una sensazione di gonfiore.
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Sempre più spesso lo zampino è del lattosio

Se soffrite frequentemente di disturbi intestinali accompagnati da mal di testa e nervosismo è molto probabile che il colpevole sia il lattosio.
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Strategie da rientro

È ormai settembre: il rientro dalle vacanze ha portato con sé un intestino più pigro del solito. La causa è da cercare nelle abitudini alimentari non sempre salutari tipiche del periodo estivo. Ritrovare la normalità non è difficile, basta recuperare uno stile di vita un po’ più sobrio.
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