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Una questione “succosa”

Una questione “succosa”

Ai bambini il succo di frutta è generalmente più gradito della frutta fresca per la sua consistenza. Per questo motivo il succo rappresenta per i genitori una valida alternativa quale fonte naturale di vitamine, sali minerali e di fibre, soprattutto se il bambino soffre di intestino pigro.

Un bicchiere di frutta sottoforma di succo effettivamente può aiutare. A patto però che sia preparato in casa, non zuccherato e intero, vale a dire non filtrato o centrifugato. A parte forse la gradevolezza, i pediatri ricordano comunque che il succo puro non ha vantaggi nutrizionali aggiuntivi rispetto al frutto intero. Concordano con questa osservazione le attuali raccomandazioni delle Dietary Guidelines for Americans, destinate ai bambini a rischio elevato di obesità. Secondo l’American Academy of Pediatrics che le ha stilate, l’abitudine a sostituire il consumo di frutta fresca con il succo promuove comportamenti alimentari poco virtuosi e ad alto rischio di sviluppare obesità. Attenzione soprattutto ai prodotti industriali, anche quelli che riportano in etichetta la dicitura “senza zuccheri aggiunti” o “succo 100% frutta”, talvolta sono ricostituiti a partire da concentrati di polpa e contengono addensanti e aromi artificiali.
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Virtuose se solubili

Comunemente si crede che una dieta ricca di fibre, specie se associata all’ingestione di molta acqua, sia utile a ridurre il gonfiore addominale e il meteorismo grazie alla regolarizzazione delle funzioni dell’intestino. È vero invece che un eccesso di fibre può peggiorare la pigrizia intestinale e quindi facilitare l’accumulo di gas, soprattutto nell’anziano, che può risentire a causa dell’età di una funzionalità intestinale compromessa.
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Il girovita ringrazia

Le mandorle sono una fonte naturale di nutrienti essenziali e - sorpresa - fanno anche dimagrire, soprattutto se consumate tra la prima colazione e il pranzo. A patto naturalmente che non si superi la quantità consigliata. Ne bastano 30 grammi per sentirsi sazi nel giro di mezzora.
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Strategie di inizio anno

Le feste natalizie sono finite ma a ricordare gli eccessi a tavola e i fuori pasto golosi restano il senso di pesantezza e la pancia gonfia. È tempo allora di rientrare nei ranghi e di pensare al benessere dell’intestino. Ecco qualche utile rimedio.
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Intolleranza al lattosio

I sintomi delle persone affette da intolleranza al lattosio possono includere dolore addominale, gonfiore addominale, gas, diarrea e nausea. Tali sintomi possono essere gestiti con la modifica delle abitudini alimentari.
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Da noi la celiachia è ancora sottostimata

Non dev'essere facile, nel paese per antonomasia della pasta e della pizza, essere intolleranti al glutine che si trova nel grano e nei suoi derivati, quindi in molti piatti tipici italiani. Ma è proprio quanto accade ai celiaci...
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Cambio di dieta: sì, ma con lentezza

Il passaggio drastico da un’alimentazione tipicamente occidentale, per lo più a base di cibi raffinati e di origine animale, a una dieta vegetariana implica un cambiamento drastico nel consumo giornaliero di fibra: dai 15-20 grammi assunti abitualmente si arriva facilmente a 70 grammi, per lo più derivati da legumi, cereali integrali, frutta e verdura.
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Dalle mele un aiuto contro il gonfiore

L’aceto di mele, prodotto dal sidro o dal mosto di mela, è ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo. In particolare, può essere utile in caso di gonfiore addominale e di disfunzioni intestinali come la disbiosi, grazie alla presenza di pectina e di probiotici che favoriscono il ripristino dell’equilibrio della flora batterica intestinale contrastando l’attività dei batteri cosiddetti “cattivi”.
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La salute è integrale

In caso di stitichezza ben venga il consumo di cereali come riso, grano, avena o orzo, purché integrali. A dimostrarlo è uno studio recentemente pubblicato sull’autorevole rivista American Journal of Clinical Nutrition, che ha valutato gli effetti di una dieta a base di cereali integrali o raffinati sulla salute intestinale di 81 adulti sani.
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È tempo di caldarroste

Insieme ai suoi colori l’autunno è arrivato con una gerla piena di deliziosi frutti di stagione: castagne, uva, fichi, cachi. Le castagne in particolare, oltre a essere la gioia di adulti e bambini, sono un valido aiuto contro la stitichezza dei più piccoli.
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Ridurre il gonfiore controllando l’infiammazione

È risaputo che l’infiammazione da cibo dovuta a un’intolleranza alimentare è spesso responsabile della sensazione di gonfiore e di pesantezza a livello dell’addome.
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Le prugne secche salgono sul podio

Oltre che efficaci sono gradevoli al palato, ben tollerate, facili da trovare e fonte di importanti nutrienti come rame, vitamina K e potassio: sono queste le caratteristiche che rendono le prugne secche l’alimento ideale nella lotta alla stitichezza.
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Via libera al frutto di bacco

Eccoci in autunno, i mesi dell’uva per eccellenza. Il dolce frutto dell’autunno è una tentazione alla quale non vale la pena resistere, anche per chi soffre di gonfiore addominale. Non solo perché ogni grappolo è un toccasana per la salute, ma anche perché l’uva è uno tra i pochi frutti di stagione a non essere sulla lista nera di chi soffre di questo disturbo.
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Benefici di stagione

I fichi, frutti presenti in tutto il bacino del Mediterraneo dall’estate all’autunno a seconda delle varietà, sono storicamente raccomandati per le loro proprietà benefiche in molti disturbi intestinali, compresa la stitichezza.
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La varietà è amica della pancia

Sulla nostra tavola spesso compaiono gli stessi cibi o ingredienti, anche se talvolta sono in forma nascosta.
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Ideale anche contro la fragilità

La dieta mediterranea è un vero e proprio toccasana per gli anziani, ricucendo il loro rischio di diventare fragili.
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L’abbinamento è vincente

Curcuma e semi di finocchio, insieme sulla tavola invernale, sono un rimedio ideale contro il gonfiore addominale. La curcuma è un rizoma di origine asiatica ormai diffuso anche nei Paesi occidentali.
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Il piccante che fa bene al peso

Basta un pizzico di peperoncino piccante nel piatto per moderare l’uso del sale in cucina, ridurre l’appetito e diminuire di peso. Il merito per queste tre azioni congiunte va alla capsaicina, alla quale si deve la tipica sensazione di bruciore e di cui vale la pena approfittare se non si soffre di gastrite.
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Un solo vizio, tante virtù

Tra i frutti a guscio i pistacchi sono quelli che contengono più fibre: in 100 grammi ve ne sono più di 10, una quantità che supera quella presente nelle arachidi, nelle mandorle o nelle noci. Le proprietà che ne fanno un alimento salutare per eccellenza non finiscono qui.
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Un cibo dai superpoteri

Ricche di acidi grassi omega-3 e di acido alfa-linolenico, di fibre e di antiossidanti, le noci riducono il rischio di malattie cardiovascolari, proteggono la salute del cervello, controllano l’obesità. E non solo.
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Lentezza è mezza magrezza

Consumare i pasti lentamente, assaporando ogni boccone, riduce il rischio di diventare obesi. La conferma che sia una pratica utile per rimanere in forma arriva dai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal condotto in Giappone su 60 mila persone e della durata di 6 anni.
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Le fibre danno i numeri

Spesso la stitichezza è un problema associato all’alimentazione. Una dieta povera di fibre, per esempio, rende un intestino già pigro ancora più pigro. Ma quante assumerne ogni giorno? E soprattutto, quali alimenti ne contengono di più?
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Per la frutta tutti i momenti sono buoni

Per stare in buona salute bisogna consumare abitualmente almeno 3 porzioni di frutta, in qualsiasi momento della giornata, - udite, udite - anche a fine pasto. A far crollare il mito secondo cui la frutta andrebbe consumata a digiuno per evitare l’accumulo di gas nell’intestino sono le linee guida per una sana alimentazione della Società Italiana di Nutrizione Umana.
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Se cotto, il sugo di pomodoro all’intestino piace di più

La salsa di pomodoro, già salutare di per sé, quando è cotta è un toccasana per l’intestino. La notizia arriva dall’Università di Valencia dove un gruppo di studiosi ha scoperto che alcune sostanze contenute nel pomodoro quando sono cotte esercitano una spiccata azione protettiva nei confronti dei batteri “sani”, quelli cioè che favoriscono la buona funzionalità intestinale.
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All’intestino piace se è omega

I cibi ricchi di omega-3, come salmone, tonno e sgombro, contribuiscono al benessere dell’intestino perché aiutano ad aumentare la diversità del microbioma, cioè del patrimonio genetico batterico intestinale.
All’intestino piace se è omega
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