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Proteggere l'intestino nel cambio di stagione

Proteggere l'intestino nel cambio di stagione

Immagine 1Una buona abitudine soprattutto durante il cambio di stagione autunno-inverno consiste nel fare la cosiddetta “pulizia di terreno” usando rimedi naturali e probiotici: ripulire e riattivare fegato ed intestino ci aiuta a reagire meglio agli attacchi di virus e batteri, maggiori cause delle patologie stagionali.

In realtà la “pulizia di terreno” non dovrebbe essere limitata al cambio stagionale, ma è consigliabile in tutte le situazioni che prevedono terapie (farmacologiche e non): è il modo migliore per amplificare ed accelerare i risultati della terapia stessa. Attraverso la pulizia di terreno si può aumentare l’efficacia delle terapie, indurre il nostro corpo a collaborare maggiormente e migliorare il sistema difensivo immunitario, velocizzando i tempi di eliminazione delle tossine.

L’abuso di sostanze eccitanti (caffè, tè, cacao, alcol, ecc.), il fumo, i cibi fritti, gli insaccati, gli intingoli grassi e i formaggi fermentati mettono ogni giorno a dura prova il nostro fegato, predisponendoci sempre di più a problemi digestivi, come reflusso, gonfiori ed acidità.

Parlando di difese immunitarie non va dimenticato l’intestino, nostro “secondo cervello”, nonchè sede di tante reazioni vitali e di una grande percentuale del sistema immunitario. Riequilibrare e ripopolare al meglio la flora batterica “amica” è il segreto per rafforzare le difese immunitarie e prevenire le patologie di stagione: un utile e valido aiuto può essere un mix di ceppi probiotici selezionati (come Bifidobacterium longum BB536 e il Lactobacillus rhamnosus HN001).

In vista della stagione invernale avere un organismo sano, pulito e funzionante nei suoi meccanismi di filtro e di difesa ci permette di affrontare al meglio batteri, virus e carenze di difese, tipiche della stagione

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Preferire l’integrale per riequilibrare la flora

Il benessere dell’intestino si cura in primo luogo a tavola e il riso è uno dei cibi che non può mancare all’interno di un’alimentazione ben bilanciata e ricca di fibra, molto utile a riequilibrare la microflora intestinale in caso di stitichezza.
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A ciascuno il suo nome

Sensazione di pancia gonfia, di essere pieni d’aria, di avere un peso all’addome: nel linguaggio comune termini come meteorismo, gonfiore e distensione addominale si usano spesso in maniera indifferenziata. La parola meteorismo, che deriva dal greco “meteorizo” cioè “sospeso nell’aria”, rimanda all’idea di gas, di aria, di qualcosa di leggero in espansione, ma è un termine generico ormai in disuso.
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Le giuste combinazioni

Il gonfiore addominale è un disturbo molto diffuso, in particolare tra le donne, e viene percepito come una costante e fastidiosa sensazione di pienezza che nella maggior parte dei casi è dovuta a un accumulo di aria a livello intestinale.
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Virtuose se solubili

Comunemente si crede che una dieta ricca di fibre, specie se associata all’ingestione di molta acqua, sia utile a ridurre il gonfiore addominale e il meteorismo grazie alla regolarizzazione delle funzioni dell’intestino. È vero invece che un eccesso di fibre può peggiorare la pigrizia intestinale e quindi facilitare l’accumulo di gas, soprattutto nell’anziano, che può risentire a causa dell’età di una funzionalità intestinale compromessa.
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La dieta anticrisi per gli anziani

Una dieta sana ed equilibrata, commisurata alle esigenze dell'età è fondamentale anche per le età più avanzate, ma in questi tempi di crisi gli anziani fanno fatica ad arrivare a fine mese e sono sempre più a rischio di malnutrizione.
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Intolleranza al lattosio

I sintomi delle persone affette da intolleranza al lattosio possono includere dolore addominale, gonfiore addominale, gas, diarrea e nausea. Tali sintomi possono essere gestiti con la modifica delle abitudini alimentari.
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Un’alimentazione che può gonfiare

Ai vegetariani talvolta capita di accusare fastidiosi gonfiori addominali, soprattutto se hanno appena adottato questo regime alimentare. In genere ciò è dovuto all’aumento della quantità di fibre nella dieta e si manifesta soprattutto se prima se ne assumevano poche.
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Dalle mele un aiuto contro il gonfiore

L’aceto di mele, prodotto dal sidro o dal mosto di mela, è ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo. In particolare, può essere utile in caso di gonfiore addominale e di disfunzioni intestinali come la disbiosi, grazie alla presenza di pectina e di probiotici che favoriscono il ripristino dell’equilibrio della flora batterica intestinale contrastando l’attività dei batteri cosiddetti “cattivi”.
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Ridurre il gonfiore controllando l’infiammazione

È risaputo che l’infiammazione da cibo dovuta a un’intolleranza alimentare è spesso responsabile della sensazione di gonfiore e di pesantezza a livello dell’addome.
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Il transito lo regolano i batteri

La stitichezza cronica è una condizione diffusa, che secondo le stime ufficiali riguarda fino al 20% della popolazione generale. Una delle aree su cui si sta concentrando l’interesse dei gastroenterologi per comprenderne le cause ancora poco note è quella del microbiota, l’insieme dei microrganismi che colonizza il tratto intestinale.
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Meno mangi meno invecchi

Mangiare meno può aiutare a rimanere giovani. Ridurre le calorie introdotte ogni giorno potrebbe infatti ritardare il processo di invecchiamento delle cellule perché rallenterebbe l’attività dei ribosomi, organelli cellulari responsabili della produzione di proteine.
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Sulla nostra tavola spesso compaiono gli stessi cibi o ingredienti, anche se talvolta sono in forma nascosta.
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È risaputo che consumare la frutta lontano dai pasti aiuta a diminuire il gonfiore addominale che affligge molte persone nel dopopranzo o dopocena. Il consiglio è di utilizzarla cotta oppure fresca come spuntino mattutino o pomeridiano.
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Le emorroidi sono normali strutture anatomiche situate nella parte terminale del retto dove contribuiscono a migliorare la continenza anale. Tuttavia quando le emorroidi si gonfiano o si infiammano possono dar luogo ai fastidiosi sintomi che caratterizzano la malattia emorroidaria.
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I disturbi dell’apparato digerente rischiano di essere spesso sottodiagnosticati. Lo documenta un’indagine statunitense condotta su quasi 2.000 individui che presentavano sintomi gastrointestinali di diverso tipo e grado.
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Se esistono alimenti che sembrano in grado di allontanare il rischio di tumore (in particolare verdure e frutta), anche nei casi in cui la malattia è già stata diagnosticata un'alimentazione specifica è importante quanto una chemioterapia ben modulata.
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