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FAQ

Il servizio l’esperto risponde è offerto da Benessere Intestinale grazie alla disponibilità dei professionisti con cui collaboriamo.
Qui sotto abbiamo selezionato le domande più frequenti ed interessanti che ci avete sottoposto.
Io sono un paziente affetto da: Morbo di Moebius, stipsi ostinata cronica con conseguenti formazioni di fecalomi e numerosi accessi in PS con sosp. Vescica Neurologica. Tale patologia della stipsi e della vescica risale dall’ 2014 circa e ancora oggi, nonostante 1000 accertamenti e girato diversi medici e centri specifici non sono riuscito a risolvere o poter dire meglio, migliorare tale problema. Ancora oggi ho molta difficoltà di evacuare le feci e ogni per 3 ho dolori addominali e mi si formano fecalomi e veramente non so più come o cosa fare. Voi mi potete aiutare? Ne sarei molto grato veramente. Grazie
Nel caso specifico direi che ogni mio giudizio potrebbe essere errato o fuorviante, data la complessità del quadro clinico (parli di morbo di Moebius, vescica neurologica ecc.) credo che sarebbe fondamentale avere uno specialista di riferimento. In alcuni casi ove c’è una compromissione neurologica, la stipsi cronica è purtroppo sintomo comune.
Sarebbe utile capire se nella sua situazione un procinetico (uno dei tanti diversi specifici farmaci contro la stipsi) potrebbe essere di aiuto.
Mia madre ha problemi di colon irritabile. Dall’ultima ecografia risulta colon infiammato, abbondante meteorismo, ed echi finemente incrementati, iperecogeni come nelle forme statistiche di grado lieve, in assenza di lesioni focali in atto. Mi sa dire che cura far seguire?
Se fosse solo per il colon irritabile o IBS direi che una corretta alimentazione (apporto di fibre, acqua ecc.) e una modica attività fisica potrebbero aiutare il quadro clinico.

Nel caso specifico però, essendo definito un quadro infiammatorio ritengo opportuno un approccio medico con un gastroenterologo.
Le chiedo aiuto per mia figlia ragazza di 20 anni che da molto tempo produce ancora latte da entrambi i seni. Lei è mamma da 4 anni. Come contraccettivo usa la spirale. Il seno sembra come quello delle puerpere che si prepara la montata lattea. Le prove del sangue indicano livelli di prolattina normali unico valore alterato e omocisteina molto alta e folati molto bassi. Ci può aiutare? Grazie.
Nel caso specifico credo sia importante un controllo medico che possa aiutare a capire:

  1. Se c’è correlazione tra farmaci assunti e galattorrea (secrezione delle mammelle)
  2. Non c’è correlazione tra mammelle e livelli di omocisteina
  3. Riterrei opportuna esecuzione di ecografia mammaria
  4. Capire le ragioni dell’aumento di peso (tiroide)
  5. Valutare se da un punto di vista genitale è tutto ok (visita ed ecografia)
Quali sono i sintomi della stitichezza?
Evacuazione irregolare e non quotidiana, feci dure o molli, dolori durante l’evacuazione, insomma, una defecazione irregolare e difficoltosa da un punto di vista sia qualitativo che quantitativo.
La mia nutrizionista per la stipsi mi ha suggerito di assumere integratori contenti un prebiotico come il Fosactilight più il lassativo. Mi spiega cortesemente se è utile il Fosactilight per il mio problema di stipsi e perché?
I FOS Actilight® sono delle molecole di origine vegetale ad azione prebiotica. Sono in grado cioè di attraversare il tratto intestinale senza essere assorbite e arrivano in digerite fino al colon. Lì compiono la loro azione principale: nutrono direttamente i microrganismi benefici stimolandone la crescita

Molte ricerche dimostrano come il FOS Actilight® favorisca l’equilibrio della flora batterica intestinale e di conseguenza le funzioni intestinali - quali i tempi di transito ridotti, una maggior motilità intestinale e feci più morbide.
Il mio problema è che non RIESCO a perdere peso, sono alta 174 e peso 83 kg. Faccio colazione con 3 biscotti a pranzo 80 Gr di riso con verdure o bianco e a cena carne o pesce con contorno di verdure niente spuntini...ho corporatura mediterranea odio soprattutto la mia pancia e i fianchi… soffro di fibromialgia da anni...non faccio terapia particolare grazie se mi può consigliare o dire in cosa sbaglio sarei felice. Faccio poca attività fisica. Grazie per l'attenzione

Salve, il consiglio che posso darle è quello di seguire un'alimentazione varia, di associare sempre una fonte di carboidrati (pane, pasta e riso integrali o farro) ad una fonte proteica (carne o pesce o uova o formaggi o legumi), ed aggiungere sempre una abbondante porzione di verdura di stagione cotta o cruda; inoltre provi a fare una colazione più completa, vedrà che una colazione abbondante la aiuterà a dare un buon segnale di attivazione metabolica al suo organismo.
Non sottovaluti il ruolo degli spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio, importantissimi per non arrivare ai pasti principali troppo affamati, e per mantenere il nostro motore metabolico sempre acceso con conseguente dimagrimento.
Infine, è sempre consigliabile avere uno stile di vita attivo, praticando un po' di sport o semplicemente una camminata a passo svelto almeno 3 volte a settimana.

Ci sono frutti con proprietà antigonfiore?

Benché tutti i tipi di frutta durante la digestione subiscano un processo di fermentazione da parte dei batteri che colonizzano l’intestino producendo gas, alcuni possiedono proprietà che “tamponano” o minimizzano il fenomeno.

Per esempio alcuni frutti ricchi di vitamina C, quali fragole e mirtilli e kiwi, oltre a disinfiammare le mucose intestinali esercitano un effetto depurativo e disintossicante che favorisce l’eliminazione delle scorie. Indicato è anche l’ananas che, grazie all’elevato contenuto di bromelina, accelera il metabolismo delle proteine stimolando il processo digestivo e contrastando il ristagno di cibo nel colon.

Che cos'è un diverticolo intestinale?

Il diverticolo intestinale è una piccola sacca che si forma sulla parete del colon, dovuta a un cedimento della sua struttura. Se i diverticoli sono presenti in grande numero si parla di malattia diverticolare.

Quali cibi sono da evitare in caso di pancia gonfia?
Alcune persone, nel corso del tempo e per vari motivi, possono andare incontro ad una riduzione o alla perdita delle capacità di digerire il lattosio ed altri carboidrati complessi, che quindi giungono nel colon e vengono fermentati dalla flora batterica, con produzione di gas. I cibi ricchi di questi carboidrati e che quindi possono provocare gonfiore sono:
  • latte, latticini e formaggi
  • cereali (avena, farro, mais, miglio, orzo, segale, cereali integrali e della prima colazione)
  • legumi (ceci, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia)
  • verdure (asparagi, barbabietole, carote, patate, porri, peperoni, zucca, zucchine e tutti i tipi di cavolo)
  • frutta secca (arachidi, mandorle, nocciole, noci, pinoli, pistacchi, sesamo, castagne)
  • frutta (uva e uvetta)
Grazie ad un’integrazione con alfa e beta-galattosidasi, il nostro corpo può essere in grado di digerire alimenti contenenti lattosio e carboidrati complessi presenti in questi alimenti
Quanto è lungo l’intestino?

Lungo circa 7 metri con una superficie maggiore di un campo da tennis, l’intestino nasconde numeri e caratteristiche sbalorditive.

Vediamo le più curiose, per capire a cosa servono:Un tempo considerato sporco e vile per la sua relazione con le feci, l’intestino è in realtà una centrale energetica e un centro decisionale incredibile.

Immaginiamo di stenderlo in linea retta: scopriremmo che questo tubo è lungo in media sette metri e largo circa tre centimetri, nei tratti più ampi.Di quei metri, circa cinque sono dedicati all’intestino tenue: un tubo rosato, lindo e inodore, dalle pareti lievemente ondulate che ricordano gli anelli di un lombrico. Guardandole al microscopio, scopriremmo che quest’ultime sono ricoperte da pieghe a forma di dita, sempre più piccole. Sono i villi intestinali, ossia le protuberanze adibite ad assimilare le sostanze nutritive.La loro esistenza è un trucco ingegnoso per aumentare la superficie dedicata all’assorbimento.

Il cibo che giunge dallo stomaco viene dunque assimilato da un’area che, in realtà, è grande circa 300 metri quadri: più di un campo da tennis. Ciò che resta alla fine di questo passaggio viene spinto nell’intestino crasso, ossia negli ultimi due metri di condotto intestinale. Qui viene assorbita l’acqua e la comunità di microrganismi che coabitano con noi (microbiota) si occupa di scomporre le sostanze per noi indigeribili.Si stima che la maggior parte delle forme di vita che vivono in simbiosi con noi abiti nell’ultimo tratto dell’intestino.

Stando ai calcoli degli scienziati, soltanto le cellule batteriche sarebbero dieci volte il numero complessivo di cellule del corpo umano, senza contare virus, funghi e altre comunità ospiti. Dovremmo, dunque, immaginarci l’intestino crasso come una colossale metropoli composta da organismi microscopici.Lunghezza, superficie di assorbimento, numero potenziale di batteri che ci aiutano a digerire, ci fanno comprendere bene perché l’intestino venga considerato una straordinaria centrale di produzione energetica.

Ma perché è anche un centro decisionale che spesso viene definito il secondo cervello? Per capirne il motivo, ecco un’altra cifra interessante: sono più di 100 milioni i neuroni connessi all’intestino e sono 40 i tipi di molecole, tra ormoni e neurotrasmettitori, che permettono alle nostre viscere un dialogo costante col cervello.

Gli scienziati sospettano fortemente che quanto accade nella nostra pancia abbia quindi un riflesso diretto sui nostri stati d’animo. Ancora più straordinario, in questa relazione tra intestino e cervello sembrano giocare un ruolo anche il microbiota Si tratta di un settore di indagine ancora giovane, che però potrebbe aiutarci a comprendere i complessi meccanismi che regolano alcune malattie insidiose, come depressione, obesità e autismo.



Celiachia e intolleranza al latte sono correlate?

Chi soffre della sindrome celiaca, è facile, nonostante l’attenzione ad un dieta gluten-free, che possa avvertire frequente, un senso di gonfiore e malessere intestinale.

Una delle correlazioni più evidenti, alla quale i celiaci devono prestare attenzione, è la possibile intolleranza al lattosio. Questa ragion d’essere ha una spiegazione fisiologica molto semplice; la digestione del lattosio avviene infatti nel duodeno, dove sulla sommità dei villi intestinali è presente l’enzima lattasi.

E’ chiaro quindi come una compromissione dei villi intestinali, nella persona celiaca, determini una diminuzione, se non una totale carenza dell’enziama lattasi, causando una parziale o incompleta digestione dell’alimento latte derivato, scatenando inevitabilmente un’ulteriore infiammazione intestinale.

E’ possibile che da quando sto curando l’intestino con l’utilizzo di fermenti, il mio umore sia migliorato e soffra meno di stati depressivi?

Certamente! E’ noto ormai da anni come gli stati depressivi siano dovuti ad una carenza di serotonina. Molti forse non sanno che il 95% della serotonina del nostro corpo viene prodotta da cellule intestinali dette enterocromaffini. In caso di infiammazione intestinale cronica (costipazione, sindrome del colon irritabile) viene fortemente attivato l´enzima che demolisce la serotonina.

Infiammazione intestinale = carenza di serotonina = depressione.

I ricercatori irlandesi dell’alimentary Pharmabolic Center (Università di Cork), hanno dimostrato l’utilità dei fermenti lattici, in alcuni casi, al posto degli ansiolitici. Sembra quindi che cocktail di probiotici siano utili nell’influenzare positivamente l’umore.

Durante la fase acuta della diverticolosi, può essere utile seguire una dieta liquida?

Una dieta liquida, pensata prevalentemente a base di centrifugati o passati, è caldamente raccomandata per superare velocemente la fase acuta infiammatoria, dovuta alla proliferazione di batteri accumulati nelle sacche intestinali.

Utilizzare questa tecnica nutrizionale (detta dieta liquida) nella sua integrità per al massimo un paio di giorni, introducendo il terzo giorno un contributo di amminoacidi essenziali alla sera (disponibili sotto forma di integratori alimentari) permettendo così al corpo di sintetizzare le proteine necessarie al corretto funzionamento del sistema fisiologico, senza andare incontro a fenomeni di catabolizzazione e non sovraffaticando l’intestino con un pasto di difficile digestione.

Proseguire il regime, reintroducendo nei giorni successivi dei carboidrati privi di glutine quali mais, riso, teff, tapioca, miglio, quinoa a pranzo, abbinati ad un passato di verdura, e proteine di pesce la sera, accompagnando sempre la cena con una tazza di zuppa di miso, un tonico eccellente per chi soffre di problemi intestinali.

Superata la fase acuta, rimane comunque una buona norma mantenere un giorno a settimana di dieta liquida, favorendo l’eliminazione di residui alimentari nelle sacche intestinali. I centrifugati consigliati per chi soffre di diverticoli, dovranno sempre contenere del pompelmo (azione antibatterica/antifungina) ed ananas, le cui proprietà infiammatorie sono date dall’enzima bromelina.

Da alcuni mesi ho la bocca piena di afte dolorose, ed in concomitanza anche il mio intestino non è a posto, alternando fasi di stitichezza con fasi di diarrea. I due fattori possono essere correlati?

L’eziologia dell’afta è tuttora sconosciuta, nonostante si pensi che la disbiosi intestinale possa essere una delle cause primarie.

Ristabilire una perfetta eubiosi intestinale, ovvero una corretta popolazione batterica del tratto enterico con l’utilizzo di prebiotici e probiotici è sicuramente la strada giusta per risolvere oltre che le afte, anche l’alternanza di stitichezza e diarrea. I prebiotici, sono degli oligosaccaridi di natura alimentare, non utilizzati dal nostro organismo, che fungono da substrato nutritivo sul quale far crescere correttamente la flora intestinale; possono essere presenti in tanti alimenti soprattutto in vegetali ricchi di fibre: come asparagi, legumi, avena, aglio, tarassaco e frutta secca, con particolare riferimento alle noci. Il prebiotico più interessante e maggiormente studiato è l’inulina, presente nel topinambur, nella cicoria e nella radice di scorzonera; può comunque essere assunto come integratore alimentare.

I probiotici sono specifici fermenti vivi, gastroresistenti capaci di ricolonizzare i vari tratti dell’intestino, aderendo e sviluppandosi sul substrato prebiotico. Un oligoelemento utile a contrastare le afte può essere lo zinco, presente prevalentemente nelle ostriche (37.92 mg/100 gr di parte edibile), germe di grano (16.67mg/100 gr), semi di sesamo tostati (10.23mg/100gr), roast beef (8.25mg/100gr), semi di zucca (7.81mg/100 gr).

Che cos’è il fecaloma?

Il fecaloma è un ammasso di feci disidratate che potrebbe formarsi nel retto quando le feci, trattenute all’interno dell’intestino per un tempo prolungato, aumentano progressivamente la durezza a causa del riassorbimento di acqua. In alcuni casi il fecaloma può assumere la compattezza di un sasso in seguito all’assorbimento di sali di calcio (per questo motivo viene anche detto coprolita).

La presenza di fecaloma determina di solito un senso di malessere generale, dolore nella parte bassa dell’addome, una sensazione di pienezza rettale e bisogno impellente di defecare o dolore di tipo colico; può essere anche asintomatico. Il fecaloma può essere rimosso con un clistere e nei casi più ostinati mediante rettoscopio, una sonda di gomma che rompe il fecaloma e contemporaneamente lo irrora con acqua per ammorbidirlo.

È vero che i dolcificanti artificiali provocano meteorismo?
È vero, con qualche eccezione. Il mannitolo, il sorbitolo e la saccarina, zuccheri artificiali presenti in molti cibi “sugar free” come le gomme da masticare, sono carboidrati non digeribili derivati dal glucosio.
Con il colon irritabile mi sembra di non riuscire a mangiare più niente; ho eliminato ormai tutti i cibi. Esistono dei rimedi per disinfiammare l’intestino?

La sindrome dell’intestino irritabile, spesso descritta come sindrome del colon irritabile o colite spastica, è il disturbo gastrointestinale più studiato, colpisce il 10/20% della popolazione di età compresa tra i 30 ed i 50 anni.

La sindrome del colon irritabile genera un malessere associato a gonfiore addominale, che si manifesta prevalentemente dopo i pasti anche leggeri. Innanzitutto consiglio una tisana da bere tutte le sere a base di melissa, finocchio e malva (parti uguali in peso delle tre piante) mettendo in infusione 2 cucchiai da minestra in 400 ml di acqua calda per 15 minuti.

La melissa esplica una forte azione calmante-antispastica sulla muscolatura liscia dell’apparato digerente, mentre la malva è un potente disinfiammante intestinale ed il finocchio riduce i gonfiori intestinali. Utile anche la zuppa di miso, da bere calda, almeno una ciotolina al giorno in aggiunta alla normale cena; il Miso è un prodotto derivato dai semi della soia gialla, sottoposti ad un processo di fermentazione per più di un anno, cui spesso vengono aggiunti cereali come orzo (Mugi Miso) o riso (Kome Miso). La verdura più indicata nella sindrome dell’intestino irritabile è sicuramente il finocchio che può essere consumato sia crudo che lessato: la presenza di una sostanza aromatica chiamata anetolo, conferisce al finocchio la principale caratteristica di alimento calmante/carminativo esplicando un’azione antinfiammatoria soprattutto a livello del colon.

È vero che chewing-gum e caramelle possono provocare gonfiore addominale?

Sì, è vero si tratta di abitudini che aumentando la salivazione favorisco l’ingestione eccessiva di aria nell’intestino (aerofagia). Se sono praticate spesso possono pertanto determinare la comparsa di sintomi tra cui gonfiore, senso di pienezza, rumori intestinali e alitosi.

È vero che consumare agrumi provoca o peggiora la stitichezza?

No, è falso. Al contrario, gli agrumi sono ricchi di una fibra solubile chiamata pectina che può essere invece d’aiuto in caso di problemi di stitichezza. Inoltre questi frutti contengono elevate quantità di acqua, che è indispensabile per garantire una regolare funzione intestinale.

Che cosa sono le fibre?

Dal punto di vista nutrizionale la fibra è un insieme di composti non digeribili che svolgono funzioni fisiologiche molto diversificate. In base ai componenti presenti possono essere suddivise in fibre solubili e insolubili in base alla loro capacità di sciogliersi in acqua.

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